Tredicenne venduta come sposa per 3000 euro

13 agosto 2012

Tredici anni, venduta per 3.000 euro come sposa e inviata come un pacco in Italia. Ma appena arrivata a Venezia il promesso sposo e la madre l'hanno violentata, segregata e torturata. Ora la ragazzina è stata messa sotto protezione dalla squadra mobile di Venezia che ha arrestato il futuro sposo 17enne e la madre.

Illibatezza. Le violenze erano organizzate dalla madre del futuro sposo per dimostrare l'illibatezza della ragazza ai parenti. Dopo due giorni di viaggio dalla Macedonia a Venezia in pullman, l'adolescente è stata segregata in casa, sottoposta ad angherie e brutalità, e una decina di giorni più tardi violentata sessualmente dal ragazzo. La futura suocera, Jasar Nermin, 34 anni, ha organizzato una festa chiamando i parenti ai quali il ragazzo doveva mostrare il lenzuolo che testimoniava la verginità della sposa. Che a lui nemmeno piaceva, tanto da rifiutarla dopo averla conosciuta.

Il «dovere» del figlio maschio. La madre per aiutare il figlio immobilizzava la ragazza e incitava il ragazzo a compiere il suo «dovere». E il futuro sposo obbediva. Durante «la festa», dopo il «dovere» assolto ha lasciato la ragazza piangere sola nella stanza «maledetta», mentre lui, madre e parenti hanno festeggiato in un'altra parte della casa. Il capofamiglia, un operaio che vive a Marghera da circa sei anni, era all'oscuro di tutto e una volta ha preso le difese della 13enne, vedendole dei lividi sulle braccia, rompendo sulla schiena del figlio tre sedie di legno e ammonendolo di non permettersi più di picchiarla.

La fuga punita con le scariche. Nemmeno le sorelle del 17enne sapevano, perché la ragazzina era stata minacciata di non parlare con nessuno. Le violenze avvenivano sempre durante il giorno, quando in casa c'erano solo suocera e sposo che obbligava la 13enne a stare di notte in piedi con il volto rivolto alla finestra. E di giorno la picchiava seviziandola e immergendola, vestita, nella vasca colma d'acqua calda e sale per poi darle scariche elettriche col filo del computer su varie parti del corpo perché aveva osato tentare la fuga.

Ribellione. Le indagini della mobile lagunare sono iniziate il 2 agosto, quando gli agenti sono intervenuti a Marghera (Venezia) dove alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di una ragazzina con il volto tumefatto che chiedeva aiuto. La giovane è stata portata in ospedale: i medici hanno riscontrato diversi traumi e bruciature sulle gambe e hanno disposto il ricovero con una prognosi di circa un mese. Sulla base degli accertamenti svolti la polizia ha dapprima sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il 17enne macedone e poi ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti della madre. la donna e il ragazzo sono accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di minore, maltrattamenti aggravati, lesioni aggravate.

 

Fonte: corriere.it