Pedofilia, abusi e torture sui bambini...

1 agosto 2015

Catania. Scaricavano e diffondevano su internet video di pornografia minorile, con abusi sessuali e anche torture su bambini di pochi anni. Due persone sono state arrestate e 34 indagate nell'ambito di una maxi operazione internazionale della polizia di Stato italiana e tedesca contro la pornografia minorile on line. La Procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari diverse città d'Italia, eseguite dalla Polizia Postale

Durante l'operazione, chiamata "eDonkey2000", due persone, a Milano e Bologna, rispettivamente di 63 e 43 anni, sono state arrestate in flagranza di reato perché trovate in possesso di una vasta quantità di materiale pedopornografico. Le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 34 persone, indagate per detenzione e divulgazione di video pedopornografici on line.

L'indagine è stata condotta dal Compartimento della Polizia postale di Catania. In Italia la polizia postale e delle comunicazioni ha effettuato diverse perquisizioni su disposizione della Procura della Repubblica di Catania in varie città. Si tratta di Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Como, Cuneo, Firenze, Ferrara, Livorno, Milano, Messina, Napoli, Novara, Pesaro, Pisa, Ragusa, Roma, Savona, Siena, Siracusa, Torino e Verona. Durante i controlli è stato sequestrato un elevato numero di computer, hard disk, pen drive e supporti ottici.

Secondo quanto accertato gli indagati, utilizzato un programma peer-to-peer che si chiama eDonkey2000, caricavano e diffondevano mediante Internet video di pornografia minorile con abusi sessuali nei confronti di bambini, spesso di pochi anni, anche con torture.

I tedeschi, con i quali c'è da anni una forte collaborazione, hanno condiviso e scambiato con le autorità italiane i dati che hanno permesso di identificare gli indagati. Le indagini sono state coordinate dal Centro nazionale di contrasto della pedopornografia on line (Cncpo) di Roma. In una fase successiva le indagini punteranno a un approfondimento del materiale sequestrato per confermare la responsabilità degli indagati e l'analisi dei video e delle indagini per risalire all'identificazione dei minori vittime degli abusi.

 

Fonte: repubblica.it