Tanzania: un provvedimento in difesa dei bambini albini

27 gennaio 2009

DODOMA.Per fermare gli omicidi legati alla superstizione, il governo ha deciso di revocare le licenze a tutti i “curatori tradizionali”; il provvedimento è stato annunciato dal primo ministro Mizemgo Pinda durante un comizio nella regione di Shinyanga, dove negli ultimi due anni si sono ripetuti il maggior numero di uccisioni di albini.

 

L’intervento di Pinda, di cui riferisce il quotidiano Citizen, fa parte di un tour nelle regioni del paese più colpite dal fenomeno per affermare la volontà del governo di combattere queste pratiche e sensibilizzare la popolazione, quella parte che ne è irretita, ad abbandonare credenze di stregoneria e altre superstizioni pericolose.

La polizia e le associazione di difesa dei diritti degli albini sostengono che dietro le uccisioni di albini c’è la richiesta da parte “stregoni” di parti del loro corpo per condurre riti o fornire pozioni per curare malattie o garantire il successo economico e questa pratica avrebbe alimentato un macabro traffico molto proficuo.

Pinda, che ha adottato un bambino albino, ha precisato che saranno autorizzati ad esercitare solo quei “curatori tradizionali” con una licenza rilasciata dall’Unità di ricerca per la medicina tradizionale dell’ospedale universitario di Muhimbili a Dar es Salam.

Dal 2002 il paese ha una legge sulla medicina tradizionale ma, sottolinea la stampa, è disattesa per la mancanza dei regolamenti applicativi.

Il presidente della Repubblica Jakaya Mrisho Kikwete ha fatto della lotta alla superstizione una priorità del suo governo; nel suo intervento il primo ministro ha promesso la massima severità nel perseguire i responsabili delle uccisioni, richiamato alle loro responsabilità politici e polizia locali e chiesto il sostegno della popolazione.

Secondo la stampa tanzaniana, dal giugno 2007 35 albini sono stati uccisi, l’ultimo dei quali la settimana scorsa, e molti altri sono sopravvissuti a brutali aggressioni; omicidi si sono verificati anche nel confinante Burundi e la polizia sospetta che i casi siano collegati alla situazione in Tanzania.

Fonte: Misna, Aibi