Obama, il cambiamento parte dai diritti dei bambini

21 gennaio 2009

“Cambia il modo nel quale i bambini neri guardano a se stessi e cambia anche il modo in cui i bambini bianchi guardano a quelli neri”. Così ha interpretato l’insediamento alla Casa Bianca il 44° Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Sono tante le sfide che attendono Obama. Per quanto riguarda le politiche per l’infanzia, va ricordato che gli Stati Uniti, insieme alla Somalia, fanno parte della lista dei Paesi che non hanno ancora ratificato la Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo: la più importante Carta per la tutela dei minori.

Ad oggi la Convenzione è stata ratificata da 191 paesi, tra cui l’Italia che l’ha recepita il 27 maggio 1991 con la legge 176. Si tratterebbe di un traguardo importante che porta a conclusione un processo iniziato quasi vent’anni fa dagli Stati Uniti.

Nel 1980 la delegazione americana aveva partecipato al processo di elaborazione del documento; durante la presidenza Clinton, nel 1995, gli Stati Uniti avevano firmato la Convenzione. Ma la firma non ha avuto in sé alcun valore perché sia l’amministrazione Clinton che l’amministrazione Bush non hanno mai deciso di ratificarla, decisione che avrebbe vincolato gli Stati Uniti a rispettare le disposizioni della Convenzione.

"E’ importante che gli Stati Uniti non siano solo un punto di riferimento per il sistema economico mondiale, ma divengano anche un esempio per il rispetto dei diritti dei minori. – ha detto Obama in un discorso al Congresso sulle politiche per l’infanzia e la gioventù - E’ imbarazzante vedere che gli Stati Uniti, al pari di una terra senza legge come la Somalia, non hanno ancora ratificato la Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo.”

L’impegno preso dal nuovo Presidente lascia ben sperare. L’intenzione di rendere gli Stati Uniti un modello per il rispetto dei diritti umani, in primis quelli dei bambini, apre un spiraglio di speranza in un contesto internazionale critico, soprattutto per i più piccoli.

Obama ha anche promosso il “Global Poverty Act”: una legge che prevede un intervenuto degli Stati Uniti di concerto con la comunità internazionale per migliorare le condizioni di vita dei minori nel mondo. La legge, attualmente in esame al Senato, getta le basi per una strategia di lavoro destinata a ridurre la povertà infantile.

La norma ha alcuni punti in comune con la Convenzione di New York e dà un’ulteriore prova dell’imminente ratifica del documento da parte degli Stati Uniti.

Fonte: Aibi