Nelle incubatrici registratori con le fiabe di mamma e papĆ 

27 ottobre 2008

LODI. La mamma racconta una fiaba, anzi la sussurra dolcemente, quasi per incantare il suo piccolo. Poi il papà ripete una filastrocca, mettendoci un po' di ritmo, come se cantasse. Infine inizia una musica, la preferita dalla coppia, quella che tante volte è echeggiata per la casa durante la gravidanza.

 

Il bimbo si sente in famiglia e si rilassa, anche se in realtà è chiuso dentro una culla termica perché è nato prematuro. Tra qualche settimana nel reparto di patologia neonatale dell' ospedale Maggiore di Lodi le voci di mamma e papà faranno da colonna sonora continua per i piccoli pazienti, perché verranno impresse in un mini registratore sistemato nella culla del piccolo.

Un progetto che i medici di Lodi stanno promovendo ispirati dal metodo Nidcap, un programma di cura individualizzata per il neonato studiato dalla psicologa americana Heidelise Als, che ha raccolto gli entusiasmi e il fondamentale finanziamento dell' Abio, l' associazione per i bambini in ospedale. «Il Nidcap è una metodica che si conosce da qualche anno ed è stata messa a punto negli Stati Uniti - spiega Pino Carrera, responsabile della patologia neonatale di Lodi -. Abbiamo deciso di provare a introdurlo anche a Lodi nell' ambito di un pacchetto di iniziative destinate a rendere più umano e piacevole il soggiorno dei nostri piccoli ospiti».

I bimbi che nascono prematuri, cioè prima della 37esima settimana di gravidanza, in genere oscillano tra l' otto e il dieci per cento del totale dei neonati. «A volte sono solo un po' gracili e possono quindi stare al nido - spiega il neonatologo - in molti casi però hanno bisogno di assistenza continua e quindi, in un certo modo, vengono "torturati" per essere curati e sopravvivere. Per questo stiamo lavorando su una serie di iniziative che rendano meno pesante il loro ricovero e riescano anche ad abbreviarlo».

Secondo gli studi compiuti negli Stati Uniti, infatti, il registratore con le voci di mamma e papà acceso nei momenti di veglia, ma anche, a basso volume, durante il sonno, aiuta il neonato a ritrovarsi in un ambiente sereno come quando era nell' utero, gli permette di non agitarsi e di non disperdere le proprie energie, canalizzandole invece nel compito di crescere, che per lui è fondamentale. Nell' intento di riportare il piccolo alla condizione ideale della pancia della mamma, poi, a Lodi hanno deciso di acquistare delle copertine particolari, realizzate con spugne speciali con coperture lavabili, che hanno il vantaggio di ricreare un effetto nido perché riproducono esattamente la postura che il piccolo aveva dentro l' utero. «In questo modo per il neonato si riduce lo choc del passaggio dalla protezione dal ventre materno a un luogo freddo ed enorme dal suo punto di vista come la culla. Poi, se il piccolo sente le voci di mamma e papà come accadeva prima della sua nascita, si rilassa ed è portato ad accelerare il tempo di sviluppo».

Secondo gli specialisti, anzi, nei bambini grazie a questi sistemi si limita anche il processo di rallentamento della maturazione neurologica che invece può verificarsi nei prematuri costretti a lungo in culla termica. Quasi che il calore del guscio e le filastrocche dei genitori continuino a favorire lo sviluppo del neonato come faceva, fino a poco prima, il cordone ombelicale.

Caterina Belloni Dagli Stati Uniti Il metodo Nidcap, «Newborn Individualized Developmental Care and Assessment Program», il programma di assistenza e cura individualizzata per lo sviluppo del neonato, è stato messo a punto negli Usa e fa riferimento alla teoria di sviluppo della psicologa americana Heidelise Als La terapia Si sta affermando come una delle pratiche più innovative per promuovere il benessere e lo sviluppo dei prematuri. Il metodo si basa sulla filosofia della «cura umanizzata». In alcuni ospedali, come Firenze, queste pratiche hanno ridotto la durata dei giorni di ventilazione meccanica e di ossigenoterapia e favorito il passaggio all' alimentazione con il biberon e la riduzione di emorragie. La Neonatologia di Modena è stata approvata come centro nazionale Nidcap 8-10% PERCENTUALE dei bambini che vengono alla luce prematuramente, cioè prima della trentasettesima settimana di gravidanza.

Fonte: Corriere della sera