Infanzia: Lotta alla circoncisione rituale clandestina

19 settembre 2008

Lotta alla circoncisione rituale clandestina. Questo l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato oggi a Roma, al ministero della Salute, dal sottosegretario Francesca Martini e dal presidente della Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), Giuseppe Mele, che fornisce un dato: "In Italia ci sono 30 mila bambine infibulate".

 

L'accordo prevede un monitoraggio del fenomeno attraverso una adeguata informazione nei punti nascita, negli ambulatori pediatrici e in ogni altra struttura interessata.

In particolare, impegna i pediatri di famiglia: a informarsi sull'orientamento religioso della famiglia del bambino e sulla possibile intenzione di accedere alla pratica della circoncisione; a informare le famiglie sulle possibili complicanze medico-chirurgiche che la circoncisione comporta e, in caso di netta volontà da parte dei genitori di procedere all'effettuazione dell'intervento, indirizzare le famiglie verso le strutture sanitarie autorizzate.

"Morire a pochissimi mesi nel nostro paese, che ha una grandissime tradizione nella salvaguardia della salute del bambino, e' una questione che deve sollevare le coscienze", afferma il sottosegretario Martini, ricordando la morte dei due bambini circoncisi clandestinamente nel corso dell'estate. La cerimonia di firma del protocollo e' stata dedicata proprio alla memoria dei due piccoli. Martini sottolinea poi come il diritto alla salute sia un diritto di tutti i bambini, anche di quelli temporaneamente residenti in Italia. L'obiettivo e' dunque quello di fare rete tra le istituzioni e le associazioni dei medici pediatri per debellare il fenomeno della circoncisione clandestina e delle mutilazioni genitali femminili, che sono espressamente proibite da una legge del gennaio 2006.

"Nel nostro paese- spiega il presidente della Federazione italiana medici pediatri, Mele- ci sono 30 mila bambine infibulate. Inoltre, tra luglio e agosto 2008 due bambini hanno perso la vita per il taglio dell'organo genitale. Le immigrate africane in Italia continuano a circoncidere i figli a casa, mettendo in pericolo la loro vita. Nel loro Paese e' una pratica che si fa ovunque, anche dal parrucchiere o dal barbiere, ma siamo in Italia e qui la circoncisione deve essere praticata da un chirurgo in sala operatoria e con tutti gli accorgimenti del caso". Secondo Mele, il protocollo d'intesa va proprio in questa direzione e il ruolo del pediatra deve essere quello di informare le famiglie, dare voce a chi non ha voce e perseguire il migliore interesse del bambino.

L'intervento chirurgico non e' comunque compreso nei Livelli essenziali di assistenza, e quindi necessita del pagamento di un ticket sanitario. Proprio per questo alcune Regioni italiane (Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia) nella loro autonomia hanno deciso stanziamenti di fondi a favore di progetti per un certo numero di interventi gratuiti di circoncisione da effettuarsi su bambini figli di immigrati residenti che ne facciano richiesta.

Ad esempio, il comune di Sacile, in provincia di Pordenone, ha in programma di realizzare nuove piste ciclabili e percorsi sicuri casa-scuola, oltre a dare sviluppo ad iniziative che promuovano la mobilità pedonale, in alternativa al trasporto privato, soprattutto per gli alunni delle Scuole Primarie.

La città di Bologna promuove iniziative per la diffusione del trasporto pubblico, della mobilità pedonale e ciclabile, oltre a progetti relativi alla sicurezza stradale, al mobility management, alle isole ambientali, e per la diffusione dei carburanti meno impattanti. Durante la Settimana Europea della Mobilità si terranno inoltre tre incontri pubblici relativi alle grandi opere infrastrutturali in costruzione, all'uso delle tecnologie per la gestione del traffico nonché sul confronto con le altre città europee.

 

Fonte: Nonprofitonline