I nonni : secondi genitori dei nostri figli

30 settembre 2008

Secondo la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi “i nonni sono coloro che vengono da lontano e vanno per primi ad indagare oltre la vita. Sono i vecchi da rispettare per essere rispettati da vecchi. Sono il passato che vive nel presente ed i bambini sono il presente che vedrà il futuro”. Questa frase, molto bella e molto profonda, racchiude in sé tutto quello che i nonni rappresentano per noi e per i nostri figli: i nonni sono sempre più importanti nelle famiglie, come modelli di vita, ma soprattutto come supporto e affiancamento ai genitori nell'assistenza quotidiana e nella crescita dei bambini, sono fonte di saggezza perché hanno già vissuto quello che noi invece dobbiamo ancora sperimentare e sono un punto di appoggio e di sostegno per tutti noi oltre al fatto che trasmettono ai nostri figli affetto, comprensione e conoscenze

Ed è per questi motivi che si è deciso, con la Legge n. 159 istituita dal Parlamento nel 2005, di festeggiare il 2 ottobre, proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra gli Angeli Custodi, questi fantastici “secondi genitori” dei nostri figli.

Infatti, a causa degli innumerevoli problemi legati al lavoro, agli orari e ai tanti impegni che occupano la nostra giornata, le mamme italiane sono costrette ad affidare i propri bambini alle babysitter ma, sempre di più, ai nonni che sono, da una parte, molto più vicini alle mamme in quanto parenti stretti e, dall’altra, rappresentano per tutte le donne una grande fonte di risparmio riomprensione. Autorevoli quanto basta, i nonni sono soprattutto fonte inesauribile di esperienza di vita per i più piccoli.

Sono generalmente più pazienti, non hanno bisogno di fare gli educatori ed è anche per questo motivo che i nipotini a volte ubbidiscono senza protestare. Riescono ad ascoltare e a dare retta ai bambini a lungo perché hanno una risorsa rarissima che a volte, purtroppo, manca ai genitori: il tempo. Hanno tante storie da raccontare, soprattutto storie che riguardano i loro figli e storie legate ai tempi che loro, e solo loro, hanno vissuto e, grazie a queste storie, i bambini conoscono le loro radici e imparano a sentirsi parte di una grande famiglia.

Secondo la ricerca ISTAT “Parentela e reti di solidarietà”, i nonni in Italia sono circa 11.500.000, pari al 33,3% delle persone di 35 anni e più e le donne sono in numero più elevato rispetto agli uomini (il 37,5% contro il 28,4%).

Per quanto riguarda la maggiore ubicazione di nonni sul nostro territorio, le percentuali più elevate si rilevano nella parte meridionale e centrale del Paese (circa il 35%), in particolare in Basilicata (40,4%), Molise (40,1%) e Umbria (37,7%) mentre le percentuali più basse sono state registrate nelle regioni del Nord-Ovest (con valori intorno al 31%) a cui si aggiunge la Sardegna in cui si riscontra la quota più bassa (30,5%).

Per quanto riguarda i rapporti tra nonno e nipote si può dire che, nella maggior parte dei casi, questi legami sono caratterizzati da affetto, comprensione e dalla trasmissione delle esperienze di vita più significative con tutto l’arricchimento che ciò comporta. I rapporti risultano prevalentemente confidenziali anche se rimane un terzo dei casi in cui i nonni si comportano con autorità.

Dato sicuramente curioso riguarda il fatto che i bambini affermano più spesso, rispetto alle bambine, di essere trattati con autorità dai nonni mentre le bambine ammettono di essere viziate. Si può quindi concludere che i modelli di educazione, in alcuni casi, sono ancora differenziati a seconda del sesso: le femmine vengono trattate con minore severità e vengono maggiormente viziate e coccolate a differenza dei maschietti che, al contrario, vengono trattati dai nonni con maggiore severità.

Fonte: Corriere/Qui mamme